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| I rischi del boom solare |
| Scritto da Gianni Silvestrini |
| Giovedì 03 Febbraio 2011 |
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Su gentile concessione della rivista Quale Energia, pubblichiamo l'editoriale di Gianni Silvestrini all'edizione on line del 3 febbraio 2011. La corsa alla realizzazione degli impianti fotovoltaici causata dal prolungamento degli incentivi 2010 dovrà essere verificata, ma è il segnale che gli incentivi italiani sono troppo elevati rispetto al calo dei prezzi dei moduli. Ora si dovrà agire con intelligenza per evitare contraccolpi al settore. Quali che saranno i numeri finali, la responsabilità di questa accelerazione viene dall’emendamento parlamentare, passato con il consenso del governo, che ha prolungato la validità degli incentivi 2010 agli impianti installati entro il 31 dicembre. Si è prodotta così una corsa sconsiderata, vista la modestia dei tagli del primo quadrimestre 2011, che ha coinvolto anche molti furbetti che hanno effettuato false dichiarazioni di “fine lavori”. Al di là degli aspetti penali, questi impianti utilizzeranno gli incentivi di quest’anno.
In attesa di sapere quale sarà il reale dato finale della potenza installata nel 2010, resta un tema di fondo. Più volte abbiamo detto e scritto che gli incentivi italiani erano troppo elevati. Alcune associazioni fotovoltaiche hanno sbagliato a muoversi per fare lievitare gli incentivi. Una visione lungimirante avrebbe dovuto favorire una rapida riduzione delle tariffe, tenuto conto del calo dei prezzi dei moduli (vedi grafico - Andamento dei prezzi medi di vendita dei moduli fotovoltaici, Fonte: Solarbuzz).
In Germania imprese e governo hanno concordato sulle riduzioni aggiuntive da apportare nel 2010 e nel 2011: in questo modo si sono garantiti una decisa prosecuzione della corsa. Adesso occorrerà agire con intelligenza in modo da evitare contraccolpi come avvenuto con il crollo del mercato solare della Spagna e favorire invece un rapido raggiungimento della grid parity, quando cioè il costo del fotovoltaico sarà inferiore alla bolletta elettrica. Gianni Silvestrini (Direttore scientifico di QualEnergia)
Abitaresostenibile.coop condivide la preoccupazione espressa dall'autorevole rivista Qualenergia. All'inizio del 2010 abbiamo segnalato l'opportunità di trarre grande beneficio economico dalla realizzazione di impianti nel corso dell'anno, vista la favorevole congiuntura tra andamento dei prezzi dei moduli ed il valore degli incentivi rimasto sostanzialmente immutato dal 2007. Successivamente ci siamo rallegrati del provvedimento inserito nel "decreto salva Alcoa", finalizzato a garantire la tariffa incentivante dell'anno in corso a tutti coloro che avessero completato i lavori in tempo utile, anche nel caso in cui il gestore della rete non avesse provveduto per propria responsabilità ad allacciare l'impianto entro il 31/12/2010. Ci era invece sembrata eccessiva e richiosa l'estensione a tutto l'anno del tempo utilie per richiedere la tariffa incentivante 2010, con la sola dichiarazione di un tecnico come certificazione dell'avvenuta fine lavori, posticipando il tempo per l'allaccio dell'impianto e quindi la verifica da parte del gestore della rete addirittura al mese di giugno 2011. Auspichiamo dunque per il futuro una maggiore accortezza nella gestione degli schemi di incentivazione e regolamentazione non solo del fotovoltaico, ma di tutto il settore rinnovabili ed efficienza energetica, perché sia sempre più un settore strategico per l'economia e per lo sviluppo sostenibile del nostro Paese. |

